La certificazione Energetica

La Certificazione Energetica è un documento ufficiale che indica il fabbisogno energetico di un edificio, e consiste nell’ assegnazione ad un edificio, o ad un singolo immobile, di una classe energetica (da A a G) come accade per gli elettrodomestici.

L’ acquirente può utilizzare questa informazione per rendersi conto dei costi di gestione dell’ immobile.

Inoltre viene in questo modo incentivata la costruzione di edifici con minor fabbisogno energetico, che siano più appetibili per il mercato in quanto con minori costi fissi per il riscaldamento.

Il decreto legge 4 giugno 2013 n.63 stabilisce che in caso di vendita o locazione il proprietario è obbligato a produrre detta certificazione e a consegnarla alla controparte. Nel rogito di vendita è obbligatorio inserire un’apposita clausola con la quale l’acquirente diano atto di aver ricevuto le informazioni e la documentazione in ordine all’attestazione della prestazione energetica degli edifici. La stessa clausola deve essere inserita anche nei nuovi contratti di locazione.

Pertanto, nel momento in cui si vende un immobile è obbligatorio possedere il relativo certificato energetico: in caso contrario il Notaio rogante non procede alla stipula dell’Atto di Compravendita.

QUANDO SERVE IL CERTIFICATO ENERGETICO?

Serve nel momento si vende un immobile. E’ obbligatorio possederlo, in caso contrario il Notaio rogante non procede alla stipula dell’Atto di Compravendita.

QUANTO DURA IL CERTIFICATO ENERGETICO?
Esso una volta stipulato ha validità decennale, quindi non esiste la necessità di redarne uno nuovo ogni volta che si cede l’immobile.
Sono definiti i seguenti indicatori di classificazione energetica:
– Classe A: Fabbisogno energetico ≤ 30 kWh/mq anno
– Classe B: Fabbisogno energetico ≤ 50 kWh/mq anno
– Classe C: Fabbisogno energetico ≤ 70 kWh/mq anno
– Classe D: Fabbisogno energetico ≤ 90 kWh/mq anno
– Classe E: Fabbisogno energetico ≤ 120 kWh/mq anno
– Classe F: Fabbisogno energetico ≤ 160 kWh/mq anno
– Classe G: Fabbisogno energetico > 160 kWh/mq anno

La classe (che varia dalla A , la migliore, fino alla G, la peggiore) rappresenta con chiarezza le prestazioni energetiche di un’unità immobiliare. Migliori le prestazioni, migliore la classe.

L’indice di prestazione energetica (ad esempio ≤ 30 kWh/mq anno), invece, è un numero che misura il consumo di energia necessario per scaldare l’immobile mantenendo costantemente al suo interno una temperatura di 20 gradi centigradi. È espresso in chilowattora al metro quadrato per anno (kWh/m² anno).
È meno immediato della classe energetica, ma è un parametro più oggettivo.

QUALI SONO GLI IMMOBILI SOTTOPOSTI ALL’OBBLIGO DELLA CERTIFICAZIONE ENERGETICA?
La certificazione energetica è obbligatoria per tutti gli immobili eccetto quelli esclusi per legge.
In particolare vengono esclusi, a meno delle porzioni eventualmente adibite a uffici e assimilabili (purché scorporabili agli effetti dell’isolamento termico):
– box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi e altri edifici a questi equiparabili in cui non è necessario garantire un confort abitativo;
– i “ruderi”, previa esplicita dichiarazione di tale stato dell’edificio nell’atto notarile di trasferimento di proprietà;
– gli immobili venduti nello stato di “scheletro strutturale”, cioè privi di tutte le pareti verticali esterne o di elementi dell’involucro edilizio, o “al rustico”, cioé privi delle rifiniture e degli impianti tecnologici (ma deve essere resa una esplicita dichiarazione di tale stato dell’edificio nell’atto notarile di trasferimento di proprietà).

SONO INOLTRE ESCLUSI:
– i fabbricati isolati con una superficie utile totale inferiore a 50 metri quadrati;
– i fabbricati industriali, artigianali e agricoli non residenziali quando gli ambienti sono riscaldati per esigenze del processo produttivo o utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili;
– gli immobili ricadenti nell’ambito della disciplina della parte seconda e dell’articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n.137) e quelli individuati come tali negli strumenti urbanistici, se il rispetto delle prescrizioni implica un’alterazione inaccettabile del loro carattere o aspetto con particolare riferimento ai caratteri storici o artistici.

SANZIONI

Relativamente alla compravendita, in caso di violazione dell’obbligo , il proprietario sarà punito con una sanzione da 3.000 € a 18.000 € , mentre nel caso di violazione per la nuova locazione ad una sanzione da 300 € a 1.800 €.